Alle spalle di Tellaro si erge il promontorio del Caprione , luogo dedicato al sacrificio del "capro" (etimologia osco-umbra kaprum), caratterizzato da siti dove si possono rivivere esperienze legate all'archeoastronomia (la disciplina che studia le conoscenze astronomiche dei popoli antichi), al megalitismo (la disciplina che studia le grandi pietre disposte in modo da ottenere costruzioni particolari) ed allo sciamanismo.

Questi luoghi, avvolti da un'aura magica ed ancestrale, riportano questo territorio indietro nel tempo, proprio come Tellaro, destinato dagli uomini del passato ai sacrifici rivolti alla Dea Madre, da cui l'etimologia del toponimo (Tellus + ara = l'altare della Dea Terra).

Per i più curiosi si consiglia di visitare il sito Caprione dove gli autori di questi studi, presentati ai più importanti congressi internazionali, descrivono questi luoghi da un punto di vista scientifico.

Nella foto qui sotto possiamo vedere la farfalla di luce dorata che si forma, grazie ad un'incredibile disposizione di grandi pietre, presso San Lorenzo al Caprione al tramonto del solstizio d'estate (21 giugno).


 

Molto tempo fà, agli albori del 1600, Tellaro non era che una roccaforte che serviva a proteggere un paese più a monte, Barbazzano, paese ricco e ambito dai pirati di quell'epoca per la notevole produzione di olio di oliva, insostituibile e di molteplici impieghi.

La difesa era costituita, oltre che dalle aspre coste di difficile approdo, anche dal campanile dell'attuale chiesa sul mare, che in caso di pericolo con i rintocchi di chi era di vedetta, dava l'allarme.

I pirati Saraceni erano di casa per tentare attacchi e depredare il ricco paese.

Una notte tempestosa che nulla faceva presagire un attacco, il paese dormiva tranquillo compreso l'uomo che doveva stare di vedetta...

Ma proprio in quella notte i pirati con a capo Galla D'Arenzano avevano programmato l'attacco. I Saraceni stavano per sbarcare quando improvvisamente le campane iniziarono a suonare, suonare.

Il paese udito l'allarme si precipitò alla difesa, i pirati furono ricacciati: Tellaro era salvo!

Ma chi aveva suonato la campana? Chi aveva dato l'allarme?

Corsi presso il campanile, i Tellaresi scorsero un grosso Polpo il quale, emerso dal mare ed attaccatosi alla fune delle campane aveva svegliato l'intero paese.

Fu così che da quel giorno il Polpo sotto il campanile simboleggia il Paese Tellaro in una stretta aderenza con il mare.

 

La Tempesta
L'attacco
Il polpo